Quando Sylvia Plath ispira altri… – Lana Del Rey

Alla fine di ottobre del 2018, la famosa cantante newyorchese Lana Del Rey, pubblica un brevissimo estratto di una canzone che stava ancora scrivendo e che aveva intenzione di intitolare Sylvia Plath. La reazione del web fu un’esplosione pura, non solo nel mondo della musica indie pop-rock del suo campo ma anche in quello della letteratura, fra quelli che andarono a cercare di più su questa Sylvia Plath e quelli che sapevano benissimo chi fosse e si scoprivano invece improvvisamente fan di Lana del Rey. Io appartenevo alla seconda categoria, devo ammetterlo. Fino a quel momento non mi era capitato di esplorare molto il mondo di questa cantante, ma quel video mi aveva catturata per melodia e parole. Poco tempo dopo, il titolo viene cambiato in “Hope Is A Dangerous Thing For A Woman Like Me, But I Have It“.

L’anno successivo esce il suo album “Norman Fucking Rockwell” e a gennaio uno dei singoli estratti è proprio la canzone dedicata a Sylvia Plath, con un video molto minimal ma che dà pieno risalto alle parole della canzone. Qui di seguito trovate il video per ascoltarla.

Personalmente trovo l’intero album bellissimo, uno dei suoi migliori, in cui si percepisce crescita e influenza dell’era moderna e contemporanea americana. Lo stesso titolo dell’album e dell’omonima canzone è una sorta d’omaggio ad un’altra icona americana, il celeberrimo pittore ed illustratore Norman Rockwell. La sua melodia melanconica e la semplice voce calda di Lana Del Rey, rendono “Hope” (abbreviata) una perla rara, per quel che mi riguarda la più bella canzone dell’album. Vi lascio anche il testo qui di seguito.

I was reading Slim Aarons and I got to thinking that I thought
Maybe I’d get less stressed if I was tested less like
All of these debutantes
Smiling for miles in pink dresses and high heels on white yachts
But I’m not, baby, I’m not
No, I’m not, that, I’m not
I’ve been tearing around in my fucking nightgown
24/7 Sylvia Plath
Writing in blood on my walls
‘Cause the ink in my pen don’t work in my notepad
Don’t ask if I’m happy, you know that I’m not
But at best, I can say I’m not sad
‘Cause hope is a dangerous thing for a woman like me to have
Hope is a dangerous thing for a woman like me to have
I had fifteen-year dances
Church basement romances, yeah, I’ve cried
Spilling my guts with the Bowery Bums
Is the only love I’ve ever known
Except for the stage, which I also call home, when I’m not
Servin’ up God in a burnt coffee pot for the Triad
Hello, it’s the most famous woman you know on the iPad
Calling from beyond the grave, I just wanna say, “Hi, Dad”
I’ve been tearing up town in my fucking white gown
Like a goddamn near sociopath
Shaking my ass is the only thing that’s
Got this black narcissist off my back
She couldn’t care less, and I never cared more
So there’s no more to say about that
Except hope is a dangerous thing for a woman like me to have
Hope is a dangerous thing for a woman with my past
There’s a new revolution, a loud evolution that I saw
Born of confusion and quiet collusion of which mostly I’ve known
A modern day woman with a weak constitution, ‘cause I’ve got
Monsters still under my bed that I could never fight off
A gatekeeper carelessly dropping the keys on my nights off
I’ve been tearing around in my fucking nightgown
24/7 Sylvia Plath
Writing in blood on your walls
‘Cause the ink in my pen don’t look good in my pad
They write that I’m happy, they know that I’m not
But at best, you can see I’m not sad
But hope is a dangerous thing for a woman like me to have
Hope is a dangerous thing for a woman like me to have
Hope is a dangerous thing for a woman like me to have
But I have it
Yeah, I have it
Yeah, I have it
I have
Stavo leggendo Slim Aarons e ho cominciato a pensare di aver pensato che
Forse sarei stata meno stressata se fossi stata meno messa alla prova come
Tutte queste debuttanti
Che sorridono per miglia in vestiti rosa e tacchi alti su yatch bianchi
Ma io non lo sono, tesoro, non lo sono
Non sono così, no
Sono andata in giro nella mia maledetta camicia da notte
24 ore al giorno, 7 giorni su 7 (come) Sylvia Plath
Scrivendo col sangue sulle mie pareti
Perché l’inchiostro della mia penna non funziona sul mio blocco note
Non chiedermi se sono felice, sai che non lo sono
Ma quanto meno posso dire di non essere triste
Perché la speranza è una cosa pericolosa per una donna come me
La speranza è una cosa pericolosa per una donna come me
Ho avuto balli di quindici anni
Amori nel seminterrato della chiesa, sì, ho pianto
Rovesciare le budella con i Bowery Bums
È l’unico amore che abbia mai conosciuto
Tranne il palco, che chiamo anche casa, quando non sto
Servendo Dio in una caffettiera bruciata per la Triade
Ciao, sono la donna più famosa che conosci sull’Ipad
Chiamo dall’oltretomba, voglio solo dire “Ciao, papà”
Ho girato la città nel mio dannato vestito bianco
Quasi come una cavolo di sociopatica
Scuotere il culo è l’unica cosa che
Mi ha tolto quel narcisista nero di dosso
A lei non importava e a me ancor meno
Quindi non c’è altro da dire al riguardo
Tranne che la speranza è una cosa pericolosa per una donna come me
La speranza è una cosa pericolosa per una donna con il mio passato
C’è una nuova rivoluzione, una forte evoluzione che ho visto
Nata dalla confusione e dalla silenziosa collusione che per lo più ho conosciuto
Una donna moderna con la costituzione debole perché ho ancora
Mostri sotto il mio letto che non sono mai riuscita a sconfiggere
Un guardiano che non curante fa cadere le chiavi nelle mie serate libere
Sono andata in giro nella mia maledetta camicia da notte
24 ore al giorno, 7 giorni su 7 (come) Sylvia Plath
Scrivendo col sangue sulle tue pareti
Perché l’inchiostro della mia penna non sta bene sul mio blocco note
Scrivono che sono felice, sanno che non lo sono
Ma quanto meno puoi vedere che non sono triste
Ma la speranza è una cosa pericolosa per una donna come me
La speranza è una cosa pericolosa per una donna come me
La speranza è una cosa pericolosa per una donna come me
Ma ce l’ho
Sì, ce l’ho
Sì, ce l’ho
Ce l’ho

La cantante aveva anche annunciato un libro di poesie, che probabilmente uscirà quest’anno, di cui una è certamente dedicata sempre a Sylvia: Bare Feet On Linoleum. L’ha pubblicata nel numero di giugno di Vogue Italia insieme ad un’intervista e ad una seconda poesia, Never To Heaven, con delle bellissime foto di Stephen Klein. Ingrandite le immagini di seguito per leggere le poesie.

Possiamo quindi dire che SP sia una delle più importanti fonti di ispirazione di Lana Del Rey ed è interessante vedere quanto questa scrittrice e poetessa possa aver influenzato numerosissimi artisti, di ogni campo, dalla musica, all’arte, alla scrittura, come vedremo in seguito, ancora oggi a distanza di quasi sessant’anni dalla sua morte.

~ Donatella

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